Gli attuali gestori
LAVIS. La storica casata dei Nardelli con il loro glorioso e simpatico tabacchino di piazza Manci, negli scorsi mesi ha compiuto i suoi primi 90 anni di attività!
Più che giusta quindi la targa di “Bottega Storica Trentina” assegnatale dal Comune negli anni scorsi e che fa bella mostra di sé all’esterno del negozio proprio sulla destra, anche se sommersa da giornali e prime pagine esposti in passerella quotidiana.
Risale infatti al 16 giugno del 1928 la ormai storica licenza uffficiale, rilasciata dall’allora “Ministero delle Finanze – Direzione Generale dei Monopoli Industriali”, proprio al primo gestore-proprietario Giuseppe Facchini antico primo parente degli attuali proprietari.
E proprio da quell’anno tanta e tantissima storia e altrettanta gente è passata in quel simpaticissimo e caratteristico “tabacchino” ospitale e familiare come non mai, sorto al civico numero 78 di Largo Garibaldi (ora piazza Manci), proprio di fronte all’Albergo Corona e al Cinema “Italia” che c’era al
piano terra.
Era stata più che travagliata la successione al primo proprietario in quanto, proprio l’anno dopo l’ottenimento della licenza di inizio attività, lo stesso Facchini veniva ferito a morte, all’interno della rivendita, da un giovane scapestrato di Cavalese armato di pistola. Era un suo debitore.
Giuseppe Facchini si spense tre giorni dopo il suo ricovero all’ospedale di Trento, ma l’increscioso e doloroso episodio non bloccò certamente l’attività del tabacchino. La gestione proseguì quindi in mano alla vedova Maria Negriolli, coadiuvata dalla sorella Teresa (la Nani per gli amici e conoscenti), durante tutti gli anni della seconda guerra mondiale e fino ai primi anni ’50.
Con la Carmen l’azienda andò avanti simpaticamente, intensamente e anche allegramente fino agli anni ’70. Dopo la sua improvvisa scomparsa subentrò quale titolare dell’azienda il marito Mario aiutato a turno dai vari figli.
Dal 1980, invece, tutto passò in mano al figlio Tiziano, coadiuvato dalla moglie Cristina e recentemente
anche dal loro figlio Mattia. Altro cambio di guardia poi, l’ultimo della storia della gestione, l’azienda è passata ancora di mano e stavolta tutta al figlio Mattia, che però è sempre sostenuto e aiutato dai due genitori instancabili…
Dopo quella radicale negli anni ’60, altre successive hanno completamente cambiato il volto del negozio e la sua logistica interna, sistemata a nuovo l’intera scaffalatura, rinnovati e sostituiti
completamente tutti gli impianti e la vetrina con l’annesso ingresso principale reso più accogliente e comodo.
È poi arrivata anche la ricevitoria del Lotto ( la n° 936) , quella della Sisal, compresi i vari collegamenti moderni e pagamenti via internet e ricariche, che hanno animato ulteriormente tutta l’attività e il movimento interno.
La piazza esterna è stata coinvolta e sensibile al punto giusto, catalizzando anche l’attenzione di molti altri clienti, affezionati ai vari montepremi record e alle vincite che si sono registrate anche grazie al gioco del Lotto.
Da tutti i numerosi clienti, infatti, viene sempre ricordata la proverbiale cortesia, gentilezza e familiarità, sempre adottata dai vari titolari nel corso di tutti questi anni e i ricordi di molti si fermano ancora ai bei
tempi passati, quelli con la Maria e la Teresa Negriolli, la Carmen, la Rosanna e l’indimenticabile Mario, il padre-padrone dell’ultima generazione dei Nardelli.
C’erano poi i vari trinciati (Italia, dolce, nazionale, ecc.), naturalmente anche i sigari (Cavour, Minghetti, i toscani e i toscanelli vari), poi ancora nel campo dei sigari i vari Avana e Roma, questi erano per fumatori d’alto rango. Finalmente le sigarette, tante a quei tempi, con una sfilza di nomi storici ed esotici insieme, sono ricordate le “Due Palme”, le “Rosa d’Oriente”, le “Edelweiss”, poi ancora le “Serraglio”, le “Colombo”, le “Mentola”, poi “Tre Stelle”, “Macedonia”, “Giubek”, “Africa” e tante, tante altre marche scomparse da tempo dal mercato.
I ragazzini-scolari di allora ricordano ancora quando andavano dalla Teresa e poi dalla Carmen, ad acquistare i pennini e le carte assorbenti sciolte per i quaderni di scuola.
E dall’ultimo dopoguerra, anche le figurine Panini dei calciatori, dei ciclisti e anche degli attori di cinema, sia italiani sia esteri.
Tutto questo viene ricordato ancor oggi con tanta, tanta nostalgia, sia della Nani, della Teresa, ma specialmente della Carmen e anche del Mario, tutti indimenticabili in questa Lavis frenetica e convulsa d’oggigiorno! Tanti auguri quindi per le prime novanta candeline sulla torta e sempre avanti col “Tabachin dei Negrioli-Nardelli “… sempre avanti!
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