LAVIS. Poco oltre l’abitato di Pressano1, antico centro che sorge lungo la famosa Via Claudia Augusta, è possibile trovare uno dei masi più rilevanti delle colline avisiane, Maso Rover.
Il saltaro era una figura amministrativa, di origine longobarda, a cui era affidato il compito di custodire e proteggere i campi e i boschi, ruolo prestigioso e di responsabilità in quanto le nostre comunità, prettamente agricole, traevano le poche fonti di sostentamento dall’agricoltura e dallo sfruttamento delle risorse boschive, spesso di proprietà della collettività.
Il Maso ha avuto poi altri passaggi di proprietà fino ad arrivare a Carlo Viero ed è con lui che ha inizio la singolare storia della chiesetta dedicata a Maria Ausiliatrice.
Si racconta che un contadino ritrovò il misterioso quadro, appeso ai rami di una quercia nei pressi del Maso. Portato nella chiesa di Pressano, il quadro il giorno dopo riapparve appeso alla quercia a Maso Rover. La tela raffigura la Madonna dell’Aiuto con il Bambino in braccio ed è un’opera del Settecento, di autore sconosciuto, copia della famosa Maria Hilf di Lukas Cranach il Vecchio custodita nella chiesa di San Giacomo a Innsbruck2.
I ben informati raccontano però che la devozione di Carlo Viero non venne ricompensata e che questi, qualche anno dopo, durante una partita a carte, perse la proprietà del Maso a causa di una giocata truffaldina. Il Viero, uomo d’onore, pur essendo stato imbrogliato, mantenne la parola data e cedette il Maso.
La prima pietra della chiesa attuale venne posta il 14 settembre 1905 e la chiesa ultimata venne benedetta il 5 maggio del 1907.
La chiesetta, ancora oggi custodita dalle famiglie che abitano a Maso Rover, nonostante i restauri fatti nel corso degli anni è rimasta fedele al progetto iniziale. Le uniche differenze sono le decorazioni murali interne con angeli e fiori che sono quasi completamente scomparse, fatta eccezione per le pitture ai lati dell’abside e i numerosi ex voto rimossi e conservati nella sacrestia dopo la fine della seconda guerra mondiale.
L’Associazione Culturale Lavisana ha raccontato la storia della chiesetta di Maria Ausiliatrice e del Maso Rover mentre il musicista Simone Weber con il suo clavicordo (antico strumento musicale da cui sono derivati fortepiano, clavicembalo e pianoforte) ha ricreato atmosfere passate con brani di Bach e Haydn.
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