CEMBRA. Due caprioli sono stati reinseriti in natura in val di Cembra il 23 marzo, dopo quasi un anno di convivenza forzata nel centro faunistico dell’associazione cacciatori, al Casteller di Trento.
Alle spalle c’è una storia triste che per certi versi ricorda proprio quella di Bambi. E più in generale tanti altri episodi che purtroppo possono capitare in Trentino: la loro mamma è morta, investita da un’auto.
Mancava poco all’alba, lo scorso 7 giugno. Una femmina di capriolo, con evidenti segni di lattazione, è stata investita nei pressi del bar in località Predole, nel Comune di Cembra.
«Purtroppo è una cosa comune nel territorio trentino, ricco di fauna selvatica e attraversato da una rete stradale trafficata – spiega Sandro Brugnoli, direttore tecnico del centro di recupero fauna selvatica –. Spesso, come in questo caso, la conseguenza è la morte dell’animale investito».
Nel giro di poche ore, i guardiacaccia dell’associazione cacciatori trentini Nicola Michelon e Mariano Valentini hanno recuperato, uno dopo l’altro, i tre cuccioli rimasti all’improvviso orfani. Salvandoli da un destino che altrimenti sarebbe stato segnato.
È iniziata così l’avventura al Casteller, in una sorta di oasi naturale alla periferia di Trento, acquistata negli anni Sessanta dai cacciatori per creare un centro di recupero della fauna alpina.
Fabio Cagol, guardiano addetto al ricovero degli animali, si è preso cura dei tre cuccioli. Purtroppo uno di loro, apparso da subito come il più sofferente, non ce l’ha fatta.
Gli altri due invece hanno superato brillantemente la difficile fase dello svezzamento. In ottobre sono stati liberati in un recinto più grande. Ora hanno raggiunto uno sviluppo e un comportamento tali da renderne possibile la reimmissione in natura.
Cagol ha aperto la cassa con i due caprioli alle 15 e 12 minuti del 23 marzo. Ad assistere c’erano circa 70 persone, considerando anche 50 ragazzi della scuola di Cembra.
C’erano i soci della riserva Cacciatori di Cembra con il rettore Giorgio Gasperat, la vicesindaco di Cembra Alessandra Ferrazza e i forestali. I due caprioli sono usciti a turno dalla loro scatola. Si sono fermati un secondo a guardare il pubblico, quasi volessero salutare. Poi sono corsi via, saltellando verso i due lati opposti del bosco. Verso una nuova vita.
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