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Dove la solidarietà è di casa. La Caritas di Lavis ha aiutato 126 persone con più di 1.300 pacchi viveri

LAVIS. In un servizio giornalistico di qualche anno fa, pubblicato da un quotidiano nazionale, Lavis era stato definito come il “paese più buono d’Italia”. Tutto questo merito era stato attribuito – in maniera improvvisata e sorprendente – grazie all’enorme organico delle sue associazioni di volontariato. Una sessantina circa, che spaziano in tutti i campi dell’impegno locale lavisano.

Dallo sport alla cultura, dalla musica al teatro. Per arrivare poi all’impegno sociale-caritativo-assistenziale. Ormai è una tradizione che in pese viene tramandata da generazione in generazione.

La Caritas di Lavis

Partiamo dunque da questo ultimo settore, ricco di umanità e di tanta carità e comprensione reciproca, per entrare nel mondo dell’impegno associativo locale. In una realtà che lavora sempre silenziosamente e operosamente. Senza tanti annunci, urla e proclami di sorta, senza tante chiacchiere. Ma ogni giorno con tanti, tantissimi, fatti positivi e produttivi.

In questo articolo ci occupiamo dunque della Caritas : e già il nome è tutto un programma. A Lavis è intitolata al vero titolare della comunità, “Sant’Udalrico”, ed è quotidianamente sulla cresta dell’onda. Sia come impegno attivo e lavorativo, che come coinvolgimento impegnato al massimo di tutti i suoi volontari, inseriti a pieno titolo nell’attività preziosa e indispensabile per il mondo d’oggi.

I volontari

In borgata è attiva ormai da oltre trent’anni, come diretta emanazione della Caritas diocesana. Attualmente è presieduta dall’arciprete pro tempore don Vittorio Zanotelli e gestita poi direttamente dal suo delegato. Per Lavis era una delegata e cioè la signora Jole Garzetti. A causa della sua salute, non opera più in Caritas. Però ha lasciato un valido esempio di impegno e fedeltà ad una quindicina di suoi subalterni che operano con ruoli diversi ed al tempo stesso impegnati.

Fra loro, ci sono oggi i vari Gianfranco, Carla, Diego, Clara, Giuseppe, Silvano, Carmen. Insieme naturalmente ad altri collaboratori più o meno occasionali e disponibili in tutto e per tutto a dare una mano, sostenendo in pieno le iniziative in programma.

La casa di don Paride

Si era praticamente partiti negli anni scorsi con il “Centro di Ascolto e Solidarietà”. Era al piano terra di casa Ronc messa a disposizione dal Comune. C’era poi, ed esiste ancora oggi, il cosiddetto “Centro di Raccolta” istituito e funzionante al piano terra della Canonica entrando dalla via Carlo Sette.

Ma tornando ai nostri giorni, per la Caritas di Lavis il 2018 è stato un periodo particolare con una piacevole e gradita novità da parte dell’intera comunità locale. Alla fine di ottobre infatti, era stata inaugurata la nuova sede di via Degasperi, all’interno della ex proprietà dei Casagrande poi diventata di proprietà comunale. Era nata così la nuova “Casa della Solidarietà”, più che giustamente intitolata poi all’ex parroco don Paride Chiocchetti. Nella nostra Comunità oltre che pastore – nel vero senso della parola – è stato proprio il grande e indiscusso seminatore di tantissima solidarietà verso tutto e tutti.

Un salto di qualità

Quello della nuova casa è stato per davvero un notevole salto di qualità in tutti i sensi. Ci sono ampi spazi in un ambiente veramente accogliente e confortevole, dove con discrezione e sensibilità è possibile svolgere il servizio per i poveri e  meno abbienti.

L’intera compagine della Caritas lavisana si sente in dovere di ringraziare l’amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata nell’assegnazione dei nuovi locali, comodi e spaziosi. Tutto questa nuova logistica consente di operare al meglio, offrendo una degna accoglienza alle persone e al loro ascolto. Ma anche la consegna del pacco con i viveri, l’erogazione dei piccoli sussidi, compresi i diversi micro interventi mirati caso per caso, a seconda delle circostanze e dell’urgenza impellente.

I numeri della Caritas

Non è mancato però, nel corso di un recente incontro diretto con i volontari impegnati all’interno della Casa della Solidarietà, una panoramica con la passerella delle più rilevanti attività svolte nel corso del 2018. Sono state date risposte positive e circonstanziate a ben 73 richieste importanti e tutte improrogabili nel tempo. Sono stati aiutati 50 nuclei familiari pari a ben 126 persone coinvolte e poi sostenuto altri 48 colloqui di ascolto.

Sono stati distribuiti ben 1.332 pacchi viveri a chi di dovere, consegnati anche 15 abbonamenti con biglietti per il trasporto pubblico sul territorio, pagato 13 bollette di gas e luce a chi non era in grado di farlo. Sono stati anche elargiti 35 aiuti economici ad altrettante famiglie bisognose, pagati anche 2 canoni di affitto ed erogati anche una quindicina di prestiti ai nuclei familiari in difficoltà.

Per i materiali vari poi, si sono effettuate 111 consegne di vestiario di tutti i tipi a famiglie e a singoli. Per le abitazioni poi anche 26 consegne di arredo casalingo usato a diverse unità familiari ma anche a persone sole che abitavano senza mobilio interno.

Il centro d’ascolto

Per questo grande impegno e lavoro, la sede del “Cedas Lavis” (Centro di Ascolto e di Solidarietà) è aperta ogni lunedì e mercoledì dalle 10 alle 11. È il luogo deputato, collegato alla Caritas diocesana, al quale tutti coloro che hanno bisogno di un consiglio, di un orientamento o di un aiuto, possono trovare persone all’altezza preparate e disponibili. Persone che ascoltano, indirizzano e sostengono tutti quanti ne hanno effettivamente bisogno.

Ci viene ricordato anche che i prodotti distribuiti provengono tutti dal Banco Alimentare, oppure sono quelli raccolti in apposite giornate dedicate alla Solidarietà organizzate sul territorio. La qualità e la quantità del prodotti varia in funzione delle disponibilità di magazzino, ma anche dal numero di persone e nuclei familiari che si rivolgono al centro Cedas locale.

Le regole del Cedas

L’unica richiesta che i volontari fanno ai fruitori del servizio è quella di accettare quanto viene loro consegnato, sia nella quantità sia nella qualità. Evitando dunque richieste alternative che non possono certo venir assecondate. Lo spiegano i volontari:

“Il nostro servizio è mirato a dare un sollievo alimentare alle persone bisognose, limitato e temporaneo, concordato però con le strutture socio-assistenziali presenti sull’intero territorio”.

“Aqueste strutture, che hanno come obiettivo primario la promozione del benessere individuale e collettivo, sostenendo il singolo o la famiglia nell’affrontare i bisogni sociali, preghiamo di rivolgersi prima di presentarsi al nostro Cedas”.

“Chiediamo inoltre e auspichiamo un rispettoso approccio al servizio e al personale, per rendere il nostro impegno (volontario) migliore e umanamente più sereno e spontaneo nel tempo”.

Solidarietà e ascolto

In conclusione, è più che doveroso un grazie di cuore a tutte quelle persone che anche quest’anno hanno continuato a sostenere l’iniziativa della solidarietà e dell’ascolto, con il loro contributo sincero e convinto.

Ponendosi così a fianco delle persone più indigenti e vulnerabili. Se questi dati faranno riflettere qualcun’altro, ben vengano altri aiuti e collaborazioni per aiutare altre persone e famiglie che risiedono in parrocchia. Basta quindi rivolgersi presso la Casa della Solidarietà “don Paride Chiocchetti”, sempre aperta per le nuove persone disponibili e di buona volontà …

Giovanni Rossi

Giornalista, scrive per "Vita Trentina". Per decenni è stato il corrispondente da Lavis per "L'Adige". Memoria storica e appassionato di cinema, ha lavorato come tuttofare per il Comune di Lavis fino alla pensione. Scrive per "Il Mulo" dopo essere stato una delle colonne del giornale digitale "La Rotaliana".

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