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La chiesa che in centro storico protegge Lavis dalle inondazioni

LAVIS. Abbiamo percorso una sorta di viaggio virtuale fra le chiese di Lavis, approfittando delle visite guidate realizzate davvero, in occasione della Fiera dei Ciucioi.

Questa che state leggendo è l’ultima puntata e si riferisce alla chiesa di San Giovanni Nepomuceno, nell’attuale via Matteotti, in pieno centro storico, a fianco del Municipio.


LE ALTRE PUNTATE

1 – Miracolo a San Lazzaro: la chiesetta medievale al di là del ponte di ferro

2 – I misteri della chiesa di Sant’Udalrico. Il cimitero sepolto e Napoleone con il diavolo


Una cappella privata

Nel pomeriggio alle 15 facciamo dunque l’ultima visita alla chiesetta di San Giovanni Nepomuceno con Gemma Tabarelli.

La facciata esterna è in stile barocco con grande finestrone centrale archivoltato e campanile. Verso il 1755 fu progettata da Domenico de Costa di Badia incaricato di terminare l’attiguo palazzo de Coredo, sede del municipio di Lavis.

Era la cappella domestica privata dei baroni de Coredo che tramite una porticina ancora visibile accedevano alla cantoria della chiesetta.

Contro le alluvioni

Nel 1834 il comune di Lavis acquistò la chiesetta che nel 1782 era stata dedicata a San Giovanni Nepomuceno, considerato nella tradizione mitteleuropea il protettore dalle inondazioni di fiumi, la statua è conservata nel capitello vicino al ponte di ferro.

Una pregevole cancellata in stile tirolese protegge l’accesso alla pala del pittore Francesco Sebaldo Unterperger di Cavalese eseguita nel 1741, che raffigura l’Immacolata con il Bambino e i Santi Giuseppe, Giovanni Battista, Giovanni Nepomuceno e Carlo Borromeo.


LEGGI ANCHE – “Resti l’Avisio dove Dio lo ha messo”: quando i lavisani difesero il loro torrente


Stucchi e crocifisso

Bellissimi stucchi sovrastano il dipinto opera di Giuseppe Canonica di Lugano che con perfezione ha rappresentato un baldacchino con drappo rosso e due angeli.

Sono presenti ai lati dell’altare statue ed un crocifisso ligneo che incorniciano la piccola chiesa a navata unica, con banchi donati dalle Canossiane.

I luoghi dell’arte

Le visite guidate alle chiese di Lavis trasmettono ai visitatori passione per la storia e la bellezza dell’arte sacra, con il privilegio di ammirare luoghi aperti al pubblico solo in alcune ricorrenze.

Insieme ai palazzi storici rappresenta un modo per far conoscere ed apprezzare a turisti e residenti il borgo storico di Lavis, con le sue leggende e misteri.

Per un approfondimento si consiglia la consultazione del volume “I luoghi dell’arte e della storia nel Comune di Lavis” scritto da Andrea Brugnara.

Ci sono luoghi che suscitano ammirazione; ve ne sono altri che commuovono e in cui si vorrebbe vivere.
Mi sembra che si dipenda dai luoghi in funzione dell’immaginazione, del temperamento, della passione, del gusto e dei sentimenti.Jean de La Bruyère

LE ALTRE PUNTATE

1 – Miracolo a San Lazzaro: la chiesetta medievale al di là del ponte di ferro

2 – I misteri della chiesa di Sant’Udalrico. Il cimitero sepolto e Napoleone con il diavolo


Aggiornamento del 17/12/2019 ore 20.19 – Il crocifisso ligneo che si trova ai lati dell’altare, nella chiesa di San Giovanni Nepomuceno, in realtà è quello che per anni è stato esposto sul Pristol. Qualche anno fa il Comune decise di conservare “al chiuso” l’originale, esponendo una copia nei pressi della fontanella del 3° Vicolo del Pristòl. L’originale era stato recuperato durante una piena dell’Avisio e ritrovato dai fratelli Depaoli sotto il ponte dei Vodi. Riparato quindi dal Giovanni Depaoli (era senza un braccio) e poi subito posizionato sopra la fontanella ai piedi dello scalone per il Pristòl Alto. Queste informazioni, che in origine non erano riportate nell’articolo, sono state integrate grazie a due commenti di Giovanni Rossi. Chi vuole leggere i commenti completi, li trova in fondo a questa pagina.

Aggiornamento del 19/02/2020 ore 10.19 – Come riportato in un commento di Andrea Brugnara, l’artista della copia del crocifisso è Egidio Petri di Sover.

Maria Cristina Betzu

Vive a Pressano, laureata in Economia Politica all’Università degli Studi di Trento. Dopo molti anni di lavoro nella pubblica amministrazione decide di conseguire un Master come Orientatrice in ambito scolastico e professionale e collabora in diversi progetti. Dal 2013 scrive per lavocedeltrentino.it soprattutto di turismo, ambiente, storia e cultura.

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