
È un modo per evitare l’espansione dei contagi. Le chiese resteranno aperte per la preghiera personale

TRENTO. Sentite le Autorità provinciali e sanitarie, l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi ha disposto, con effetto immediato e fino a revoca, la sospensione di tutte le celebrazioni pubbliche sul territorio della Diocesi di Trento. Saltano dunque le messe, con un provvedimento che è stato confermato anche a Lavis.
«La novità si è resa necessaria a causa dell’aumento del rischio di espansione del contagio», ha spiegato il vescovo. Le chiese comunque resteranno aperte, ma solo per la preghiera personale. Ulteriori dettagli saranno forniti nei prossimi giorni.
L’arcivescovo Lauro presiederà domenica 8 marzo a porte chiuse la Messa in Cattedrale alle ore 10.00, con diretta streaming su Telepace e sul portale web della diocesi.
Forse ti può interessare anche:
Al via la nuova stagione del Bike Movement Trentino Erbe
La società di Lavis permette e.
A Lavis una marcia contro la guerra: sabato 29 marzo l’appuntamento con “Costruiamo la Pace”
Un percorso dal centro del paese.
Martedì 25 marzo terzo e ultimo appuntamento con il cinema archeologico: chi erano davvero i Vichinghi?
In sala sarà presente anche un.
Secondo appuntamento con i martedì del cinema archeologico
Martedì 18 marzo 2025: il patrimonio.
Clara Marchetto, sola contro tutti
L'incredibile e tormentata vita della prima.
Zambana riscopre la sua storia: il 15 marzo la presentazione di un nuovo libro
Al Teatro Comunale, Tarcisio Chini racconta.
proprio come in tempo di guerra, l’ultima guerra … con la differenza che le messe di allora non erano sospese per ordini superiori, ma venivano sospese anticipate o spostate, a seconda dei bombardamenti incombenti ! In quelli anni, oltre all’arciprete-decano c’erano i due cappellani in canonica, poi c’era anche don Alberto Tomasi appena ordinato sacerdote ma rimasto in paese per i primi tempi, c’era poi anche monsignor Antonio Longo insegnante da Rovereto e ospite quasi fisso in canonica. Non dimenticando poi i due “cappellani” della Casa di Riposo (allora Ricovero), che erano don Giuseppe Mosna ex arciprete di Lavis e anche don Antonio Zorzi ( don Tonin) … Quindi come forza lavoro ce n’era a sufficienza in quei tempi, qualche volta e a turno si celebrava la messa anche al Rifugio del Pristol, straripante di gente, non mancavano poi le altre messe in chiesa, ad iniziare dalla prima alle 5, con naturalmente tutte le funzioni pomeridiane e serali, comunque altri tempi anche per la chiesa di Lavis, altri tempi, anche se c’era la guerra, però non c’era il corona virus … !