LAVIS. Lavis piange purtroppo la prima vittima dell’epidemia: è una signora di 87 anni. È la notizia peggiore di oggi martedì 31 marzo, per la nostra zona. E questo è lo spazio che dedichiamo ogni giorno all’aggiornamento dei dati sul coronavirus.
Partiamo dunque dai numeri, così come sono stati comunicati dall’assessora Segnana. C’è stato un caso in più a Lavis, per un totale di 22. Al momento, dunque, non sono stati conteggiati i 16 nuovi casi alla casa di riposo, di cui vi abbiamo già dato notizia. Sono persone che non sono state sottoposte al tampone, ma che presentano i sintomi della malattia. Il dato comunque è stato confermato, ancora ieri, sia da Enrico Nava dell’azienda sanitaria, sia dai vertici della rsa.
È comprensibile che tutto questo possa generare una certa confusione e ci dispiace. Ma l’emergenza può portare a qualche contraddizione o a qualche ritardo nella comunicazione, sulla base ovviamente delle fonti che forniscono il dato. Bisogna tenere presente che i numeri che vi forniamo ogni giorno rappresentano una fotografia più o meno precisa di quello che sta succedendo (noi facciamo il possibile per essere puntuali). L’importante è però soprattutto capire come sta evolvendo la malattia e soprattutto comprendere la necessità di rispettare le regole.
Restano invariati i dati degli altri comuni: Albiano (3), Altavalle (2), Andalo (15), Cembra Lisignago (7), Fai della Paganella (4), Giovo (0), Lona Lases (1), Mezzocorona (21), Mezzolombardo (36), Molveno (3), Roveré della Luna (2), San Michele all’Adige (7), Segonzano (7), Spormaggiore (1) e Terre d’Adige (5).
C’è un segnale positivo. I nuovi contagi sono stati solo 45. Questo non significa ovviamente che siamo fuori pericolo e che bisogna allentare l’attenzione. Bisognerà attendere qualche giorno per capire l’andamento dell’epidemia. Ma è almeno un aspetto positivo, a fronte di altre notizie ben più tristi.
Rimane infatti alto il numero dei deceduti: quelli comunicati oggi sono stati 17. In totale, i morti dall’inizio dell’epidemia sono stati 164. I guariti 193. In terapia intensiva ci sono ricoverate 80 persone. Altre 50 sono nel reparto di alta intensità. Per fortuna, la maggioranza è ancora curata a casa: sono 1.559 in totale.
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