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San Nicolò resta a casa

Lavis. Oggi, secondo la tradizione portata avanti dall’Associazione Culturale Lavisana, che è anche il nostro editore, si sarebbe dovuta tenere la manifestazione di San Nicolò. Una moltitudine di bambini si sarebbe accalcata nelle vie del centro storico di Lavis per vedere il Santo Vescovo di Mira e per farsi spaventare dai terribili krampus. Avrebbe fatto la fila (…più o meno diligentemente…) per ricevere un dolce dono dagli angioletti e da un frate, che sono gli aiutanti di San Nicolò.

Ma così non è. L’emergenza covid ha sospeso tutte le manifestazioni. La mitria, il pastorale, l’abito rosso e le maschere di legno sono rimaste negli scatoloni in attesa di tempi migliori. Come è successo spesso in questo periodo, a rimetterci sono sopratutto i bambini, ai quali anche questa volta è stato tolto un momento di svago e di spensieratezza. Le motivazioni sono più che valide e i nostri ragazzi sono forse più bravi di noi adulti a capire e a sopportare tutto quello che stiamo chiedendo loro, accettando un semplice e sbrigativo “non si può“.

San Nicolò, nei panni del direttivo dell’Associazione Culturale Lavisana, non ha voluto però darsi per vinto.  Dato che l’obiettivo era quello di portare un sorriso a qualche bambino, ha cercato un partner in grado di farlo al suo posto e lo ha trovato nel gruppo della Croce Rossa di Lavis. I dolci che sarebbero stati distribuiti nel corso della manifestazione sono stati donati alla Croce Rossa Italiana che attraverso i suoi canali li porterà ai bambini più bisognosi.

“Abbiamo accolto con molto piacere ed entusiasmo la proposta”, ci dice il responsabile della comunicazione del Comitato di Trento della CRI. “Crediamo che sia importantissimo dare un piccolo segno di attenzione ai nostri bambini. Probabilmente sono una delle categorie più fragili, stanno subendo questa situazione in silenzio e spesso vengono messi in secondo piano. Grazie quindi al direttivo dell’Associazione che ha pensato a loro e ci dà l’occasione di portare questo piccolo regalo”.

Il San Nicolò lavisano, i suoi aiutanti e i terribili krampus quest’anno sentiranno la mancanza dei loro giovani amici. Passeranno la serata del 5 dicembre sfogliando gli album con le fotografie degli anni precedenti, ma fin da ora vi danno appuntamento al prossimo anno.

Leggi anche – “Sona tuti i campanei”. La storia di San Nicolò e la tradizione che a Lavis rischiava di essere perduta

 

I krampus che sbucano fuori, ogni anno, a Lavis

 

Redazione

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