Trento. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia apre a risvolti economici anche estremi sul piano internazionale. L’Europa, per esempio, è fortemente dipendente dal gas russo. Che cosa accadrebbe se improvvisamente Mosca arrivasse al punto di chiudere i rubinetti? Secondo le analisi di Commerzbank, nel caso di uno scenario di questo tipo, l’Europa avrebbe riserve fino ad aprile.
Probabilmente la “sopravvivenza” dell’Ue potrebbe prolungarsi di qualche mese e arrivare all’estate nel caso di un’interruzione su larga scala delle forniture di gas russo. Per ovviare a ciò bisognerebbe aumentare le importazioni di Gnl (Gas naturale liquido) e andare a ridurre le attività produttive ad alto consumo energetico. Ovviamente tali scelte avrebbero un costo non indifferente per l’economia dell’Ue e potrebbero portare alcuni Paesi, in particolare quelli con maggior dipendenza dal gas russo a dover attivare piani di emergenza.
A differenza degli USA, resta il fatto che per l’Europa risulta difficile imporre un embargo alla Russia dalla quale ne è estremamente dipendente. All’orizzonte si prospetta un possibile ritorno al carbone, particolarmente inquinante, ma molto economico.
Anche l’Italia si sta attivando per ridurre sempre più l’indipendenza dal gas russo, come ha ribadito il presidente del Consiglio Mario Draghi lo scorso sette marzo a Bruxelles. L’obiettivo della penisola è infatti quello di aumentare la cooperazione energetica tra i paesi europei e africani, a partire da Qatar, Algeria, Angola e Congo, al fine di far fronte alla continua richiesta di gas attualmente proveniente per il 40% dalla Russia.
Dal mio punto di vista di giovane studente la guerra metterà e sta già mettendo in difficoltà l’intera umanità e se andiamo avanti così, andremo incontro ad una vera e propria crisi economica, come è già successo in passato. Infatti la storia ci insegna che la guerra porta solo distruzione e smarrimento, in particolare per coloro che la vivono sulla loro pelle.
Mi vengono i brividi a pensare che in Ucraina, ragazzi come me, sono stati privati del diritto allo studio per doversi arruolare nell’esercito e andare a combattere.
Mi auguro che questa guerra finisca presto, altrimenti penso che le persone coinvolte nel conflitto ne usciranno sempre più distrutte.
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