
Portano la fascia tricolore e sono stati eletti dai loro compagni di scuola. Ecco una piccola guida a uno dei più interessanti progetti di educazione civica

LAVIS. Chi c’era alle premiazioni delle borse di studio Aldo Stainer li ha visti indossare il tricolore con un certo orgoglio, come fa ogni vero sindaco. Ma chi sono Roberta e Noah, i due ragazzi che rappresentano i loro compagni alle scuole medie di Lavis? E soprattutto: come sono stati scelti?
Eletti dai loro compagni
Bisogna fare un piccolo passo indietro. Da qualche anno all’interno della scuola vengono scelti due ragazzi – distinti per genere – che hanno il compito di interfacciarsi con il dirigente scolastico, gli insegnanti, i genitori e gli assessori che si occupano d’istruzione. Sono coloro che possono portare la voce degli studenti e fare in modo che venga ascoltata davvero. Anche realizzando cose molto concrete.
Ogni inizio anno scolastico, c’è un vero e proprio “election day”. Una giornata in cui i vari candidati si presentano ai loro compagni, con un programma di idee e progetti. I candidati hanno già dovuto superare una selezione, presentandosi davanti a una commissione composta da insegnanti e assessori. L’elezione vera e propria avviene però con il voto dei loro compagni.
Si tratta di un progetto di “educazione civica”, perché i ragazzi imparano – nel piccolo della scuola – come funziona un qualsiasi sistema democratico. Professori e dirigente scolastico invitano i ragazzi a non votare per chi spara le promesse più irrealizzabili. Ma per chi, invece, si è dimostrato serio e convincente.

I due sindaci
Gli eletti quest’anno sono stati Roberta Moser e Noah Scarpa: lei di terza e lui di seconda media, sono entrambi della sezione A. Sono stati votati dai compagni fra otto candidati. Ma quali sono state le idee che hanno presentato agli altri ragazzi, durante la campagna elettorale?
Roberta ha interpretato al meglio il suo ruolo di candidata: ha girato per le classi parlando con tutti, per elaborare il programma sulla base dei suggerimenti. Vorrà realizzare una bacheca dove gli alunni potranno mettere i loro i ricordi e lasciare le impronte delle loro mani, come segno del loro passaggio a scuola.
Provare a usare una palla di spugna per giocare durante la ricreazione lunga: ma solo se non verrà rovinata. Cercherà di far migliorare la qualità del cibo in mensa, riproporrà il ballo di fine anno per le terze medie e cercherà di far acquistare nuove carte geografiche.

Noah ha proposto di usare l’erba sintetica rispetto alla terra nelle aiuole del cortile, di preparare più porzioni di cibo in mensa per chi vuole chiedere il bis e di dare possibilità ad alcuni ragazzi di essere loro gli insegnanti per un giorno, preparando delle lezioni.
Organizzerà dei gruppi per giocare a carte durante la pausa mensa e metterà a disposizione dei salvadanai per fare delle collette e raggiungere degli obiettivi più ambiziosi. C’è poi un progetto che già accomuna i due neo sindaci: l’idea di abbellire con un murales un muro nel piazzale della scuola.
Non tutto quello che hanno promesso ovviamente potrà essere realizzato. Perché un conto è la campagna elettorale, un altro rendere realtà i sogni e le idee. Ma anche questa, se ci pensiamo bene, è una lezione.
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